MCL40: grande lavoro di finezza
- Riccardo Virgili
- 1 giorno fa
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A qualche giorno dal debutto in pista della McLaren MCL40 a Barcellona, è possibile analizzare con maggiore lucidità le scelte tecniche della monoposto di Woking, andando oltre le prime impressioni e le immagini filtrate durante lo shakedown. La livrea prevalentemente scura aveva inizialmente distolto l’attenzione dalle forme reali, ma col senno di poi appare chiaro come i render diffusi in precedenza fossero già molto vicini alla configurazione definitiva vista in pista con Lando Norris e Oscar Piastri.
Come anticipato da Rob Marshall e Andrea Stella, la MCL40 rappresenta una base tecnica molto solida e sarà, salvo aggiornamenti mirati, la stessa vettura che vedremo in Bahrain e soprattutto a Melbourne. L’approccio McLaren appare quindi più conservativo rispetto a quello di Ferrari, che ha dichiaratamente scelto di posticipare parte dello sviluppo aerodinamico della SF-26.

Dal punto di vista concettuale, sospensioni, pance e cofano motore mostrano una filosofia sorprendentemente affine a quella Ferrari. Negli ultimi anni McLaren ha progressivamente aumentato la propria indipendenza tecnica da Mercedes: pur continuando a utilizzare la power unit di Brackley, il team produce internamente sospensioni, cambio e sistema di raffreddamento. Questo ha portato a soluzioni molto differenti rispetto a Mercedes, soprattutto sul fronte della gestione termica e della compattezza della carrozzeria.
Nel nuovo ciclo tecnico, le differenze tra le due squadre inglesi restano evidenti. L’airbox non presenta variazioni macroscopiche, e sia McLaren che Mercedes sembrano adottare un radiatore centrale immediatamente dietro l’abitacolo. Tuttavia, la W17 mostra un cofano motore più voluminoso nella parte superiore, per poi stringersi in maniera estrema nella zona della Coca-Cola. La MCL40, al contrario, ricalca più da vicino l’impostazione Ferrari: parte alta più snella e pulita, mentre la sezione inferiore del cofano risulta più larga, con i caratteristici “cannoncini” terminali.
Questa diversa disposizione del raffreddamento ha ricadute dirette sulle scelte aerodinamiche. Le pance della McLaren presentano infatti uno scivolo molto accentuato, più vicino alla filosofia Ferrari che a quella Mercedes o Red Bull. In comune tra i top team rimane l’adozione del doppio schema push rod, anteriore e posteriore, con cinematismi sempre più complessi pensati per ottimizzare la gestione dei flussi in zone estremamente sensibili.

Analizzando l’aerodinamica più nel dettaglio, la MCL40 si distingue per alcune soluzioni particolarmente raffinate. L’ala anteriore adotta piloni del muso ancorati direttamente al mainplane, una scelta che al momento trova riscontro solo sulla Mercedes. Ancora più interessante è il sottile tirante metallico visibile sotto la parte alta del muso, collegato ai flap: si tratta dell’attuatore singolo dell’aerodinamica attiva, integrato in posizione più alta e arretrata, sempre in asse con la vettura.
Il disegno dei flap è molto aggressivo e orientato a un effetto outwash marcato. La loro interruzione prima del collegamento con l’endplate crea un soffiaggio laterale diretto verso l’esterno delle ruote anteriori, una zona che nell’ultimo ciclo regolamentare è stata spinta al limite per ridurre le interferenze aerodinamiche del pneumatico.
Il muso rimane alto ma estremamente stretto, segno di un lavoro approfondito su crash test e contenimento dei pesi, ambiti in cui altri team hanno incontrato difficoltà nel superare le omologazioni FIA. Sul fronte freni, McLaren si colloca nel gruppo che adotta prese d’aria più larghe e posizionate in alto, in contrapposizione alle soluzioni più strette e verticali viste su Ferrari e Mercedes.
Anche al posteriore emergono scelte non convenzionali. Il doppio pilone dell’ala, imposto dal regolamento, è fortemente inclinato all’indietro rispetto alla concorrenza, una soluzione più estrema che suggerisce una ricerca precisa di carico e stabilità strutturale. Osservando la vettura in pista, è apparso evidente fin dai primi giri un angolo di rake piuttosto marcato, con un assetto molto puntato sull’anteriore, segnale di una piattaforma aerodinamica pensata per lavorare con un forte carico all’avantreno.
Nel complesso, la MCL40 si presenta come una monoposto coerente, già matura nelle sue linee principali e figlia di un’evoluzione tecnica ben definita. Più che una rivoluzione, McLaren sembra aver scelto la strada del consolidamento, affinando concetti che negli ultimi due anni si sono dimostrati estremamente competitivi.



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