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Tanti km per le PU Ferrari

I primi riscontri emersi dai test pre-stagionali di Barcellona delineano un quadro incoraggiante per la Ferrari SF-26, focalizzandosi in particolare sulla solidità del progetto curato da Enrico Gualtieri e Loic Serra. Il dato più rilevante riguarda l’affidabilità dei sistemi: la nuova monoposto ha completato oltre 2.000 chilometri (pari a 440 giri) senza accusare problemi tecnici di rilievo, dimostrando una maturità progettuale che ha sorpreso positivamente gli addetti ai lavori.

Ph: Ferrari
Ph: Ferrari

La nuova Power Unit 067/6 ha confermato la bontà del lavoro svolto a Maranello durante l'inverno, non solo sulla vettura ufficiale ma anche attraverso i dati raccolti dai team clienti Haas e Cadillac, portando il totale dei giri percorsi dal propulsore a 895. Questa costanza di rendimento indica che la fase di "svezzamento" della componente endotermica e dei sistemi ausiliari è stata superata con successo, permettendo ai piloti Lewis Hamilton e Charles Leclerc di concentrarsi sull'adattamento a una vettura caratterizzata da un carico aerodinamico ridotto rispetto alla generazione precedente.

Tuttavia, l'analisi tecnica evidenzia un'area di sviluppo cruciale: l'integrazione e la gestione dell'energia tra la componente termica e quella elettrica. Sebbene l'affidabilità sia garantita, la Ferrari sembra trovarsi in una fase meno avanzata rispetto alla Mercedes per quanto riguarda le strategie di ripartizione dell'ibrido. La complessità del sistema richiede ora un affinamento software e metodologico per ottimizzare l'erogazione della potenza e la rigenerazione dell'energia in pista.

Ph: Ferrari
Ph: Ferrari

Il lavoro dei tecnici si sposta ora sulla correlazione dei dati tra pista, galleria del vento e simulatore. L'obiettivo è colmare il gap nella gestione del sistema ERS, sviluppando strategie proprietarie che permettano di estrarre il massimo potenziale dalla PU 067/6. La SF-26 è stata definita una macchina "sincera" nel comportamento dinamico, una base solida che consente di velocizzare i tempi di apprendimento, fondamentale in vista delle evoluzioni previste per i prossimi test in Bahrain, dove le prestazioni pure e le gerarchie di potenza diventeranno l'unico vero metro di giudizio.

 
 
 

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